Piazzale Verdi e dintorni: a chi/che serve la città?

Ci siamo ritrovati ancora una volta, noi ed associazioni del territorio che per interessi ambientali, storici, artistici, culturali guardano con occhio vigile alla città. Venerdì 7 dicembre, Sala riunioni del Presidente del Consiglio Comunale. Un’altra tappa della ormai annosa vicenda che vede i cittadini interpellare l’Amministrazione. Ancora una volta il PIUSS: Piazzale Verdi. Un altro incontro interlocutorio. Abbiamo chiesto un Consiglio Comunale aperto, aspettiamo.

Piazzale Verdi. Il vecchio progetto non è passato? Eccone pronto un altro, se possibile peggiorativo. Il vecchio progetto proponeva un improponibile anfiteatro, che stravolgeva percorsi e significati del luogo per una sua pur perversa finalità: struttura per pubblico spettacolo.

Il nuovo stravolge allo stesso modo e perfino di più storia e valori, logica e urbanistica. Perché non ha scopo, né rapporto con funzioni e necessità individuate della città e dei suoi abitanti o visitatori. Rende il Piazzale impraticabile, rende superflua la sua funzione di raccordo tra interno ed esterno di Porta S.Anna. Crea un grande vuoto ellissoidale, introduce barriere di allori che produrranno anche angoli di insicurezza, inserisce tonnellate di cemento con le “fioriere” per gli allori stessi, corpi del tutto estranei rispetto alla piazza. Stanzia una cifra incalcolabile per “trapiantare” (meglio dire onestamente “sradicare”) decine di lecci ormai quasi centenari e dunque storico bene culturale della città. Salva in qualche modo l’idea di Parco della Rimembranza, già, in qualche modo. Ci chiediamo, ancora una volta: perché? Dove è il senso dell’operazione?

Non vogliamo soffermarci sulla composizione degli oltre 5 milioni di Euro di spesa previsti, in parte fondi europei, in parte comunali. Anche perché sempre di soldi nostri si tratta, e li vorremmo impiegati in modo meno vano.

Ci piacerebbe che i nostri Amministratori contrastassero la forza di inerzia che spinge avanti un progetto semplicemente perché è stato a suo tempo concepito. Che riuscissero a vedere questi “grandi lavori” in contrapposizione con la città in affanno, i molti cittadini che vivono un incerto presente e vedono anche più incerto il proprio futuro, gli inevitabili limiti del supporto sociale, le scuole malandate, i trasporti carenti, le strade sconnesse, i disastri climatici. Capirebbero che certi “grandi lavori” sono davvero inopportuni. La città tutta e dunque anche Piazzale Verdi, necessitano di una seria opera di manutenzione, che anche noi auspichiamo. Il resto sarebbe spreco.

Ci si obietta che la destinazione è per molti aspetti vincolata, i tempi stretti. Siamo certi che anche all’interno di tali vincoli si possono immaginare soluzioni sobrie e ragionevoli e i suggerimenti in tal senso, in particolare da Italia Nostra-sezione di Lucca, non sono mancati. L’invito che rivolgiamo ora ai nostri Amministratori è a proporsi, con senso di responsabilità, una riflessione profonda. Loro obiettivo è, ce lo dicono e vogliamo crederlo, il bene della città. Ecco una buona occasione in più per attuarlo.

PIUSS: davvero non se ne può più discutere?

Quanto costa una pianta di alloro alta 4 metri? E quanto costa abbattere un leccio? E se non si tratta di un leccio qualunque?

Martedì 6 novembre, nella seduta del Consiglio Comunale di Lucca, sono state prospettate azioni, scadenze, parziali risposte ai molti interrogativi posti dal progetto PIUSS denominato “Lucca Dentro”. Un impegno importante e costoso per un centro storico che ha certamente bisogno di nuove funzioni e di una nuova vivibilità – ma non siamo per nulla convinti che “Lucca Dentro”, così com’è, potrà darcele.

Del PIUSS fa parte il progetto di “riqualificazione” del Parco della Rimembranza in Piazzale Verdi e della funzione del piazzale stesso, l’una e l’altro criticati nella forma loro data dal progetto originario a partire dal mancato rispetto della natura monumentale – a norma di legge – del luogo, per giungere allo stravolgimento inutile della funzione di passaggio tra S.Anna – una città accanto alla città – e il centro storico.

Lucca Bene Comune ha fatto parte di una delegazione guidata da Italia Nostra Lucca, la cui posizione ferma a tutela del luogo e per la sua rispettosa, autentica riqualificazione abbiamo appoggiato fin dalla campagna elettorale. La delegazione è stata ricevuta sabato 3 novembre dal Sindaco, Alessandro Tambellini, e in quell’occasione è stata discussa la nuova proposta di intervento sulla piazza che il Sindaco avrebbe messa all’approvazione del Consiglio Comunale insieme al resto di “Lucca Dentro”.

Nuova proposta? Non proprio.
Vero è che non si farebbe più l’anfiteatro, ma uno spazio pressoché identico sarebbe occupato da una grande aiuola ellittica, delimitata dalla stessa barriera verde (piante di alloro alte 4 metri !) prevista dal precedente, progetto. Rimarranno il faro e la pietra del Carso. Si salveranno i lecci all’interno della grande ellisse. Tutti gli altri – circa 60 – potrebbero essere abbattuti, anche se nella relazione tenuta dal Sindaco al Consiglio Comunale si è parlato di abbattimento dei soli alberi malati (che, suggeriamo, potrebbero comunque essere sostituiti con nuovi lecci, così come quelli abbattuti anni fa per far posto alle pensiline dei bus).
Dunque, cambia poco, e le obiezioni restano le stesse

  • il mancato rispetto del Bene Culturale e Storico in tutte le sue componenti: un Parco della Rimembranza è un monumento unico e non si può smembrare;
  • il danno urbanistico: Porta S.Anna è stata aperta, un secolo fa, per “avvicinare” al Centro l’omonimo quartiere. Cancellare o restringere ora le strade che attraversando il piazzale si affacciano dirette su Corso Vittorio Emanuele e Via S. Paolino è quanto meno irrazionale;
  • il danno estetico e ambientale. Migliorerebbe l’immagine del Piazzale l’introduzione di un “corpo estraneo”, e un’artificiosa cortina di lauri, un ostacolo alla visuale perfino preoccupante nelle ore buie, una divisione dello spazio di cui rimane difficile capire senso e utilità, in una piazza che pur così degradata è comunque già ora luogo di passaggio ed incontro? E abbattere 60 lecci secolari in nome di una incomprensibile necessità riorganizzativa?
  • il costo elevatissimo e senza reale contropartita di una operazione nata male, contestata, bloccata e ripescata senza alcun effettivo attenzione a significato e finalità.

L’INCONTRO DI SABATO 3 NOVEMBRE COL SINDACO TAMBELLINI

Alle obiezioni di Italia Nostra e di tutti i presenti, il Sindaco risponde che dal suo punto di vista il Parco della Rimembranza è rispettato, che molti alberi sono salvati e che già in passato qualche leccio era stato abbattuto per ragioni pratiche. Che le vie dirette sono comunque sostituite dalla rotatoria intorno all’aiuola. Ma soprattutto che interrompere un iter ormai avviato (dalla precedente Amministrazione aggiungiamo noi) avrebbe dei costi molto elevati. Mentre è concreto il rischio di perdere i finanziamenti del PIUSS e per i tempi ormai strettissimi e perché detti finanziamenti sono legati alla specifica destinazione a “spazi ricreativi”. Ha concluso dicendo che comunque SARA’ IL CONSIGLIO COMUNALE A DECIDERE..

Le risposte del Sindaco, ovviamente, non convincono. E ci piacerebbe che una Amministrazione che si è proposta come portatrice di “aria nuova” sapesse all’occasione adottare ardite, ma soprattutto motivate e coerenti, rotture con il passato.
Inoltre, ci piacerebbe si verificasse se cancellare il dispendioso (da più punti di vista) progetto che incombe, e promuovere invece un restauro che rispetti e valorizzi l’esistente, non sia, a conti fatti, anche economicamente più conveniente.

OGGI, COMUNQUE, NON POSSIAMO CHE AFFIDARCI ALL’IMPEGNO DEI SIGNORI CONSIGLIERI .

Il Parco della Rimembranza rimane a Piazzale Verdi

Nei primi giorni di agosto 2012, arriva la notizia: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per la precisione la Direttrice Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Maddalena Ragni, ha decretato che il progetto di spostamento del Parco della Rimembranza dal Piazzale Verdi e la costruzione al suo posto di un anfiteatro dedicato ai pubblici spettacoli è inammissibile. Il Parco della Rimembranza in quanto tale è un bene tutelato.

Siamo lieti che alla città sia stato risparmiato questo intervento privo di senso, oltre che illegittimo, che abbiamo stigmatizzato fin dalla campagna elettorale per le Comunali 2012, e ci congratuliamo con la sezione lucchese di Italia Nostra, che con costanza, coerenza e competenza si è battuta per ben 4 anni affinché un simile intervento non avesse luogo.

Questa vicenda lascia alla cittadinanza e agli amministratori vari motivi di riflessione, sia in positivo sia in negativo: una decisione – invocata da sempre più numerose associazioni e cittadini, oltre che da varie forze politiche e a vari livelli fino alla recente interrogazione di 4 senatori PD al Ministro Ornaghi – alla fine è stata delegata ad un organo tecnico, sicuramente competente per legge e professionalità, e la politica locale non se ne è fatta carico; un’organizzazione di base, iniziando da una posizione impopolare e solitaria di fronte a decisioni politiche, ha saputo aggregare consenso dei cittadini intorno alla propria proposta e sollevare in modo appropriato una questione riguardante il governo della città fino ad ottenere un cambiamento radicale nelle scelte fatte; un luogo significativo per la storia e la cultura della città (cosa significa oggi Rimembranza, quali riflessioni ci può suscitare un monumento ai militari morti in guerra?) e con un ruolo urbanistico forte (collegare il quartiere di S. Anna, quasi una città in sé, con la città storica; essere punto di accesso al centro per moltissimi turisti) non sarà stravolto, ma come molti commentano – e basta un’occhiata per essere d’accordo – non può neanche rimanere nello stato di squallore attuale.

Ci auguriamo che su questo come su molti altri temi che riguardano la vita e l’evoluzione di Lucca, i processi partecipativi tanto spesso invocati nella recente campagna elettorale siano attivati al più presto e nei modi più efficaci.

La “cura del cemento”

E’ così che il redattore del sito www.salviamoilpaesaggio.it definisce il meccanismo economico basato per decenni sull’edilizia che è stato protagonista anche in Italia. Un meccanismo oggi probabilmente alle corde, con le devastazioni ambientali ormai evidenti che ha prodotto da un lato, e la svalutazione del “mattone” cui stiamo attualmente assistendo dall’altro.

Copertina libro Salviamo il PaesaggioDi questo, e soprattutto di come cambiare prospettiva ed invertire finalmente la tendenza verso il “consumo di suolo zero”, parla il libro del giornalista lucchese Luca Martinelli Salviamo il paesaggio!, pubblicato recentemente da Altreconomia. Non solo una visione del problema, ma una raccolta di azioni esemplari possibili – anzi già attuate in varie zone d’Italia per avviare un cambiamento.

Intanto, continuiamo nella raccolta firme per il Censimento del Cemento; chi vuole organizzare momenti di raccolta o attività di sensibilizzazione verso la cittadinanza, può contattare il referente per la zona di Lucca del forum Salviamo il Paesaggio: Maurizio Franceschi, tel. 328 7117024, maurizio.frances@gmail.com.

Appuntamenti

Segnaliamo alcuni incontri su temi che stiamo seguendo con interesse:

martedì 22 maggio alle ore 21.15 si ritrova il gruppo Alba: soggetto politico nuovo. Sala Riunioni del Comune di Capannori (accanto alla farmacia, di fronte al Comune). Info: http://albalucca.wordpress.com/

giovedì 24 maggio ore 21: riunione del comitato Se Non Ora Quando di Lucca e provincia presso la saletta delle Pari Opportunità del Comune di Capannori (Piazza A. Moro). Ordine del giorno: proposta per una serata di drammatizzazione/lettura contro la violenza sulle donne; appello in difesa della legge 194 e per costruire una rete sul territorio a consolidamento del servizio Consultori Familiari pubblici promosso dalla Commissione Pari Opportunità di Capannori.

sabato 26 maggio nel pomeriggio in Piazza san Francesco e sabato 9, 16 e 23 giugno dalle 8.30 alle 12.30 presso Il Mercato Contadino di Lucca (Foro Boario): raccolta di firme per richiedere all’Amministrazione comunale un censimento degli edifici esistenti o in costruzione, per definire su dati precisi nuovi piani edilizi orientati al riuso e non a nuove costruzioni. Raccolta promossa dal Comitato Lucchese del Forum Nazionale dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (noto come Forum Salviamo il Paesaggio). Info sul censimento (proposta di livello nazionale):
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/03/censimento-i-prossimi-passi-operativi-per-comitati-e-cittadini/

La metamorfosi di Piazzale Verdi. Chi la vuole davvero?

Proseguiamo il nostro percorso attraverso i progetti del brutto (e cattivo) che si vanno abbattendo  sulla  nostra città.

Il Parco della Rimembranza di Piazzale Verdi

Realizzato negli anni Venti del secolo scorso, come lo vediamo ora sembra quasi aver smarrito  il suo significato:  ricordare, un nome per ogni albero, i caduti lucchesi della guerra 1915/18. Occorrerebbe, è vero, un opera di recupero, ma il progetto che incombe è ben altro.

Un progetto, che comporterebbe l’abbattimento di oltre 70 Lecci, la cancellazione integrale delle aiuole e il trasferimento altrove degli elementi scultorei. Da Parco a giardinetto, per far posto a un’arena destinata a  spettacoli estivi come il Summer Festival.

Si è pensato l’impensabile. Continue reading

Il mattone dello scandalo

Nel dibattito pubblico tra candidati sindaco il 24 sera al Teatro del Giglio , un fenomeno sconcertante: tutti o quasi i candidati si sono detti determinati a porre fine al saccheggio del territorio lucchese, attuato da un’edilizia speculativa che negli ultimi anni è sembrata spadroneggiare.

Lo sconcerto nasce perché una buona parte di questi candidati come minimo nell’ultimo decennio sono stati protagonisti della vita politica e amministrativa della città, spesso ricoprendo – e a lungo – incarichi di responsabilità e decisionali. Alcuni di essi addirittura erano attivi in politica, e non con ruoli secondari, tra gli anni ’70 e ’80, quando – come ci ha illustrato nella serata del 13 aprile la nostra candidata Rossella Lena, architetto –  sono state gettate le basi del consumo del territorio, inducendo una visione del valore della “terra” solo in quanto terreno edificabile, e nella trascuratezza di elementari normative o buone pratiche: non rispetto delle distanze di norma dalle sedi stradali pur di sfruttare e valorizzare economicamente ogni striscia di terreno, abbandono della cura dei corsi d’acqua e dei fossati lungo le vie di molte frazioni, edificazione in mancanza della rete di acquedotto e fogne (il candidato Maurizio Dinelli, assessore uscente all’Ambiente, ha pubblicamente dichiarato che il 40% del territorio comunale ancora oggi non è servito dalla rete idrica e fognaria).

Nella “disattenzione” di molti amministratori, i cittadini stessi si sono resi conto di quanto stava accadendo. Alcuni sono passati dall’osservazione all’azione. E’ il caso dell’Associazione (già Comitato) Parco Sant’Anna (FB: Associazione Parco di Sant’Anna Onlus; e-mail comitato.parco.s.anna@teletu.it) il cui caso ha avuto risalto anche nazionale grazie alla trasmissione di RAI 3 “Report”. Lo scenario probabilmente insolito di un gruppo di cittadini che, carte alla mano, dimostra come l’amministrazione comunale non abbia rispettato i propri stessi provvedimenti, ci interessa perché ci fa credere ancora di più nell’opportunità e nella possibilità che la partecipazione dei cittadini cambi il modo di amministrare la città: magari prevenendo, in futuro, storture e abusi, invece di porvi rimedio a cose avvenute.

Nell’ottobre 2009 l’Associazione Parco S. Anna completò una ricerca e la pubblicò in un opuscolo (aggiornato al 30 giugno 2009) sull’irregolarità evidente e la sproporzione irragionevole del boom edilizio che la città stava vivendo rispetto alle vere esigenze del territorio, sia per l’edilizia abitativa sia per quella commerciale, artigianale etc. I dati relativi alla popolazione ed alla disponibilità di alloggi sono stati aggiornati al 31-12-2011: ovviamente, sono peggiorativi. E non si devono dimenticare le 5.000 unità immobiliari “fantasma”, cioè mai accatastate ed emerse solo recentemente a seguito dell’indagine dell’Agenzia del Territorio. per chi volesse approfondire, nell’attesa che l’Associazione ripristini un proprio sito web, volentieri mettiamo a disposizione questi documenti. Leggete, riflettete e diteci se si almeno non vi nasce lo sconcerto di fronte a certe dichiarazioni…

 

 

Abbiamo perso la palestra Bacchettoni

“Progetto di restauro e riqualificazione dell’immobile denominato ex palestra
Bacchettoni a Lucca al fine di realizzare un nuovo centro benessere
Edificio vincolato ubicato nel centro storico della città”. (fonte: www.archilovers.com)
Un’asettica enunciazione che dice tutto e niente.
Dice tutto quell’ “ex”. Palestra dismessa perché non serve più?
Dice tutto quel “al fine di realizzare un nuovo centro benessere”. Esiste, tra le istanze della cittadinanza, quella di “un nuovo centro benessere”?
E’ forse una delle necessità del centro storico, dove per oltre 9.000 residenti non c’è una struttura sportiva agibile con caratteristiche moderne, nemmeno nelle scuole che vi sono ubicate, i cui alunni contano sul bel tempo per poter fare l’ora di ginnastica (una materia scolastica, non la ricreazione) all’aperto?

Una storia esemplare – si fa per dire.
La Palestra Bacchettoni, struttura sportiva storica ma internamente ristrutturata e ancora in uso negli anni Ottanta, fu sottratta all’uso dei cittadini per cause di forza maggiore: ospitò per anni un maxiprocesso. Dopo, oblio – nel frattempo, il Comune l’ha ceduta ad una Partecipata (Polis), apparentemente per non farsi carico del suo recupero. Un recupero che sarebbe andato a vantaggio del centro storico, dei suoi residenti, delle scuole della città e dei loro allievi, oltre che dei gruppi sportivi lucchesi della città.

E lo presenta come una brillante operazione. Un edificio vincolato messo in salvo, una dotazione di prestigio per la città di cui cittadini e scuole potranno fruire a prezzi agevolati…
A guardare le carte ufficiali, sembra una procedura corretta, e più in là i cittadini non possono andare. Si entra ne labirinto delle Partecipate: una storia a sé nella quale ci ripromettiamo (ci stiamo già provando) di andare a guardare.
Non possiamo nemmeno entrare nello spirito di comunità e di servizio di chi governa. Possiamo soltanto valutare i risultati. Tra i quali oggi vediamo che, le palestre scolastiche in città restano più o meno una speranza, mentre i ragazzi peregrinano qua e là, in base alla buona volontà degli insegnanti, alcuni dei quali abbiamo ascoltato
Sommersi dalle problematiche della scuola, delle scuole che cadono a pezzi, guardano con rassegnato scetticismo.
Solo una annotazione “tecnica”: un centro benessere, con le sue “macchine”, saune, bagni turchi, massaggi – per quanto a prezzi agevolati per scuole e residenti, è comunque cosa assai diversa da una palestra per una corretta educazione fisica. E ci sfugge anche la logica secondo cui l’alternativa alla Palestra Bacchettoni viene indicata nella nuova palestra coperta inaugurata al Campo CONI, tra il Cimitero Urbano di S. Anna, un parcheggio, l’argine del fiume, il Palazzetto dello Sport. “Il progetto – spiega il sindaco Mauro Favilla – è nato infatti anche dall’esigenza di trovare un’alternativa alla Palestra Bacchettoni, da tempo non più utilizzata per attività sportive, ed è stato concretizzata grazie alla sensibilità dimostrata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ringrazio”. (fonte: www.loschermo.it, 20-02-2012).

Vorremmo capire come mai si cede l’unica palestra pubblica di un area popolosa, per incassare denaro e poi farsi finanziare dalla banca locale una struttura “che la sostituisca”, in tutt’altra zona della città, tra l’altro poco frequentabile dopo il calar della notte.

Adottiamo l’area dello Steccone

“Steccone” è il nome dato all’edificio che è si è iniziato a costruire sull’area ex-GESAM di San Concordio. Un’area che è anche ex porto fluviale di origine romana, un bene archeologico non troppo comune – per dir così -, inoltre al centro di un quartiere già gravato da edificazioni, traffico, edifici dismessi da riqualificare… Di questa vicenda molto si può trovare sul sito del comitato di cittadini che da anni se ne occupa: www.sanconcordio.it.

Dopo i colloqui con il quel comitato, avevamo deciso di firmare la loro petizione per fermare questo cantiere – del resto ora fermo per accertamenti su possibili irregolarità.

Ora, dopo l’incontro di ieri sera con gli abitanti di San Concordio, abbiamo deciso: adottiamo l’area dello Steccone, impegnandoci a sostenere in ogni sede la necessità di proteggere l’area specifica e i suoi tesori archeologici valorizzandoli in modo adeguato; ad evitare al quartiere di San Concordio un intervento edilizio non necessario e anzi dannoso.

Mobilù mobilì

Sta per partire Mobilù “sistema integrato per la gestione dei dati sul traffico”.
Stanziati quasi 39mila euro.
Si parla di un progetto messo a punto dal settore traffico, mobilità e trasporto
pubblico del Comune. Dunque si spera, si spera proprio, non comporti il ricorso
a consulenze esterne. Continue reading