Lettera aperta sugli impianti a biomasse

Continua la vicenda dei generatori a biomasse costruiti in zone urbane della piana di Lucca, con scelta ambientale e procedure che hanno sollevato legittimi dubbi e proteste da parte della cittadinanza. Rilanciamo, perché meritevole della massima visibilità, la lettera aperta inviata recentemente dal Comitato Aria Pulita al sindaco Tambellini, riguardante in particolare i due impianti gemelli di San Marco, funzionanti a olio combustibile e avviati malgrado la mancanza di contratto di cogenerazione (= un contratto per fornitura di calore a qualche attività o insediamento) ed altre problematiche evidenziate anche dalle proteste del vicinato, supportate in alcuni casi da referti medici:

“Da Taranto una lezione per… Lucca?

Premesso che non vogliamo equiparare la situazione igienico-sanitaria di Taranto con quella di Lucca, avvertiamo la necessità di porre in atto, alla luce di ciò che i cittadini tarantini hanno sopportato per anni, strategie, linee guida, decisioni volte ad evitare l’aggravarsi della criticità dell’aria nel comune di Lucca.

Dopo questa premessa entriamo in tema.
“Lei farebbe nascere un suo nipotino nel quartiere Tamburi di Taranto?”
A questa domanda il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha risposto: “Sicuramente no. E non ci prenderei mai casa.”

La solita domanda potremmo farla ai nostri amministratori di comune e provincia di Lucca che hanno avallato l’autorizzazione degli impianti “INSALUBRI”, di San Marco via del Brennero 1040/F, non dimenticando quello autorizzato a San Pietro a Vico.
Ed avremmo, ne siamo certi, la medesima risposta del Ministro dell’Ambiente.
C’è voluto l’intervento della Procura di Taranto e del gip Patrizia Todisco per dichiarare che la più grande acciaieria d’Italia avvelena i suoi operai e l’intera città di Taranto.
Occorre ricordare, a questo proposito, che nei mesi scorsi una perizia medico-epidemiologica per la prima volta ha certificato per Taranto una correlazione tra emissioni nocive, malattie e morte.

E a Lucca?
Nel convegno “MALARIA LUCCA 2011”, tenutosi il 18-11-2011 presso Palazzo Ducale sono emersi dati, problematiche e criticità che vanno tenute presenti all’orchè si tratta di tutelare un bene primario, quale è quello della salute.
Vanno, a questo riguardo, considerati:
a) gli effetti dell’inquinamento sull’apparato non solo respiratorio e le relative malattie degenerative;
b) la correlazione degli eccessi di mortalità della nostra provincia relativamente all’inquinamento da polveri sottili;
c) il peso delle varie fonti emissive nel determinare la generazione degli inquinanti dispersi nell’aria;
d) un eccesso di mortalità per tutte le cause rispetto alla media regionale: UOMINI +7,9%, DONNE +5,1%.

L’ILVA, privatizzata nel 1995, occupa attualmente 11600 dipendenti diretti, più altre 10000 persone nell’indotto. Costituisce la spina dorsale, a livello economico, per la città e la provincia di Taranto. E’, invero, la fonte di sopravvivenza per migliaia e migliaia di nuclei familiari.

A Lucca tale problema occupazionale non si pone. Gli addetti agli impianti saranno eventualmente un’unità operativa, ovvero un manutentore. Il problema è per l’ILVA quello di riportare a norma impianti e ciclo produttivo, dopo anni ed anni di emissioni selvagge e mancanza di controlli seri, obiettivi, approfonditi che avrebbero permesso nel tempo l’eliminazione delle situazioni di pericolo, attuando il monitoraggi in continuo delle emissioni inquinanti. A Lucca ci troviamo dinanzi ad impianti ubicati nelle vicinanze di un quartiere densamente popolato quale è quello di San Marco.

L’aria lucchese deve essere RISANATA e nuove fonti di inquinamento vanno escluse a priori. Qui da noi, grazie all’iniziativa degli abitanti della zona e del Comitato “Aria Pulita” è emersa fin da subito la necessità di salvaguardare e proteggere il diritto alla salute, il diritto ad un ambiente salubre.

A Taranto vanno coniugati salute, sicurezza, lavoro.

Qui a Lucca si scontrano i diritti di pochi imprenditori che mirano al profitto con i diritti di oltre 600 persone che sostengono che gli impianti non meritano di entrare in funzione per ragioni sanitarie.

La salute, diritto sancito e garantito dalla costituzione repubblicana, è la bandiera che i cittadini sventolano per la città di Lucca. All’emergenza sanitaria evidenziata dai dati precedentemente espressi si aggiungono le recenti prese di posizione dell’ASL 2 in merito alle MALEODORANZE ed i certificati sanitari rilasciati dal pronto soccorso dell’ospedale di Lucca a cinque abitantanti della Canovetta.

Queste evidenze e riflessioni che reputiamo serie, obiettive e razionali le sottoponiamo all’attenzione del sindaco quale responsabile della salute pubblica, con il quale vogliamo avere un rapporto aperto e costruttivo per la difesa di un bene comune: la SALUTE.

COMITATO ARIA PULITA”

Ricreare una comunità

La riflessione delle nostre candidate Cristina Pellegrini e Maria Grazia Furnari su come anche la politica locale può e deve agire affinché la difficoltà di vivere non arrivi a minare l’esistenza dei cittadini e segnare negativamente la collettività:

“Le patologie mentali quando sono serie richiedono sicuramente interventi specialistici e l’ausilio di cure farmacologiche. Ma non è di questo tipo di disturbo che parliamo.
Dalla prospettiva di cassiera di un grande supermercato e di insegnante, ci confrontiamo ogni giorno – la cassiera direttamente, l’insegnante indirettamente attraverso la relazione con le famiglie – con un numero sempre crescente di persone che esprimono un disagio psicologico non grave ma profondo. Ansia per condizioni di lavoro sempre più instabili, stress per ritmi di vita insostenibili, certezze affettive che si sgretolano, incertezza per il futuro, senso di inadeguatezza e tanta solitudine minano l’equilibrio di tanti individui ma soprattutto delle donne.
Le statistiche parlano chiaro: Lucca è tra le città toscane ma anche italiane dove si fa maggiore uso di psicofarmaci e antidepressivi. Come si può rispondere a questo segnale d’allarme senza ricorrere all’effetto analgesico dello psicofarmaco che non risolve ma semplicemente abbassa il volume della sofferenza?
Per noi l’unica risposta possibile – insieme a una politica che garantisca e tuteli i diritti fondamentali- è restituire ai cittadini il senso di protezione che deriva dal sentirsi parte di una collettività, rafforzare l’identità storica, sociale e culturale del luogo in cui vivono e con queste il senso di appartenenza, ricostruire il senso di comunità creando luoghi d’aggregazione dove si possa stare insieme e condividere gioie ma anche problemi. E non quindi un centro storico sempre più spento, né periferie ferite da strade dove non è possibile camminare né incontrarsi, né grandi centri commerciali dove non si è individui ma consumatori.
E’ un processo che ha bisogno di tempo e che richiede lo sforzo di noi tutti ma può essere fortemente aiutato dalle scelte di un’amministrazione comunale attenta.”

Cristina Pellegrini (cassiera Coop), Maria Grazia Furnari (insegnante scuola media)
Candidate della lista Lucca Bene Comune

Liberazione

Il 25 aprile nella nostra sede, festa della Liberazione dal nazifascismo, ci ha mostrato alcuni semplici modi di essere liberi, meno drammatici rispetto a quelli che la giornata rievoca, ma comunque intensi e importanti nel quotidiano.
Sono liberi i bambini che hanno animato le nostre stanze scatenando la propria immaginazione con carta e colori alla domanda “Che città vuoi?”.
L’ingenuo desiderio dei più piccoli (abbiamo avuto un “Voglio una città piena di Acquafan”, sarà un caso?, in riva ad un fosso in piena siccità, oppure “La città delle caramelle”) si scontrerà sicuramente con i limiti della realtà. Ma è importante sentirsi liberi di immaginare un mondo dove la vita è più bella, non rassegnarsi ad accettare passivamente ogni cosa.
E’ libertà anche quella dei pazienti psichiatrici che nel laboratorio “Il filo d’oro” hanno realizzato gli stupendi, intensi arazzi di Pinocchio che ci sono stati prestati per esporli in sede.
Arazzo raffigurante MangiafocoSono anche commentati da testi scritti  dai pazienti stessi: immagini e parole dove si mescolano ricordi, esperienze personali  che si identificano con quelle del burattino, angosce e divertimento.

Quando si crea e si lavora si è liberi di essere se stessi in molti modi diversi, finalmente una persona con altre caratteristiche e qualità oltre a quelle che la malattia, e il timore sociale verso di essa, ci hanno “cucito” addosso.
Manifestare la propria esperienza, i propri desideri e le proprie paure, condividerli e confrontarli con gli altri, trasformarli in una creazione che cambia l’istante in cui la facciamo e forse comincia a cambiare la realtà, è davvero importante, per tutti.

Anche per essere cittadini.

La pillola dei 5 giorni dopo e le farmacie lucchesi

E’ un argomento su cui fare chiarezza.
Alcuni giorni fa Vincenzo Placido, Presidente del consiglio di amministrazione di Farmacie Comunali di Lucca, ha dichiarato, riguardo al contraccettivo d’emergenza EllaOne, detto “pillola dei 5 giorni dopo”: “In ciascuna farmacia comunale terremo una confezione della pillola dei cinque giorni dopo, perché così obbliga il contratto nazionale del settore. Ma la nostra linea è chiara: siamo per difendere la vita. Spetta alla coscienza del farmacista decidere se esaudire una richiesta oppure no. Dal momento che non possiamo sanzionare il richiedente, non sarà perseguito nemmeno il farmacista che obietta”. Si parla di un farmaco recentemente ammesso al commercio in Italia, per il quale è obbligatoria la ricetta medica (non si dà a semplice richiesta). Continue reading

Una nuova Penelope

Sabato 31 marzo abbiamo visitato con Gemma Urbani un luogo di vendita particolare, che si è inaugurato proprio quel pomeriggio: La Tela di Penelope. E’ in Via dell’Anfiteatro 73/P – una delle nostre strade più antiche e affascinanti, che ritrova quest’arte così tipicamente lucchese: la tessitura. Continue reading