Gemma Urbani su Lucca Bene Comune e il suo programma

Il giornale web “La Gazzetta di Lucca” ha intervistato Gemma Urbani: dalla scuola all’ambiente, dal senso della politica al femminile fino alla partecipazione dei cittadini, leggete per avere un quadro ad ampio raggio del nostro programma e dei suoi fondamenti:

Gemma Urbani, ovvero la candidata sindaco di una lista tutta al femminile, ma contraria alle quote rosa


mercoledì, 11 aprile 2012, 08:46
di Maria Alessia Biancalana

“Qualcuno ci ha ribattezzato “Le Ardite” e, in fondo, non ha tutti i torti… Perché una lista di sole donne, indipendenti, estranee alle logiche di partito e completamente autofinanziate, non passa inosservata”. È sorridente e orgogliosa Gemma Urbani, candidata a sindaco per la lista civica Lucca Bene Comune, nel raccontare il percorso di un movimento politico tutto al femminile, nato lo scorso settembre all’interno di un dibattito sulla condizione attuale della donna in Italia, e ispirato dalla campagna in difesa della dignità della donna “Se non ora quando?” e dalla battaglia sul referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Classe 1957, laurea in Scienze Politiche con una tesi sul pensiero urbanistico dell’architetto Giovanni Michelucci, ex bibliotecaria e oggi maestra elementare, moglie e madri di due figli, nonché aspirante sindaco: Gemma Urbani non ha intenzione di passare inosservata alle prossime elezioni amministrative, fiduciosa “nel potere di un messaggio nuovo, trasparente e trasversale, capace di entusiasmare e coinvolgere i cittadini”.

Gemma Urbani, candidata a sindaco per Lucca Bene Comune: una lista composta unicamente da donne. Immagino che lei sia favorevole alle quote rosa…
In realtà no, sulle quote rosa concordo con la definizione data da una mia cara amica, la quale le considera come una sorta di riserva indiana; ma ritengo che ci sia bisogno di una spinta e una visione al femminile. Anzi, approfitto di questa domanda per chiarire che, sebbene questo movimento sia nato dall’iniziativa di un gruppo di donne, non è una lista di genere, né rappresenta una forma di rivendicazione femminista. Piuttosto, questa lista rappresenta uno sguardo femminile sulla città contro una visione maschile ancorata al conseguimento del potere.

Non crede che la scelta di presentare una lista di sole donne sia, politicamente, rischiosa? Secondo lei, gli uomini la voteranno e la città, in generale, ha compreso il significato di questa scelta?
Credo di sì e credo, soprattutto, che saranno molti gli uomini che ci voteranno. Quando abbiamo dovuto scegliere se includere o no alcune presenze maschili all’interno della lista, c’è stato un lungo dibattito e, alla fine, la maggioranza ha scelto: per soli due voti, gli uomini non sono stati ammessi. Le confesso, però, che è stata una scelta dettata per lo più dall’esigenza di trovare un tratto forte di riconoscibilità per il movimento e, sotto questo aspetto, la scelta si è rivelata vincente. Infatti, il nostro programma è trasversale e si rivolge a tutti – compresi gli uomini ovviamente – proponendo l’idea di una politica come cura, come capacità di cogliere i bisogni e i disagi dei cittadini e, in particolare, dei più deboli. In questa concezione della politica come cura e servizio, c’è bisogna di uno sguardo femminile, poiché tutti riconoscono che la donna, in quanto madre, ha maggiori capacità di comprensione…

Ma così non si propone, ancora una volta, l’immagine della donna come madre, come figura del focolare, fragile e sensibile? Non è svilente per la donna essere rilegata sempre all’interno della stessa dimensione? Mi ricorda l’immagine di quelle cene in cui tutte le donne siedono da una parte del tavolo e dall’altro, senza alcuna eccezione, siedono tutti gli uomini…E, ovviamente, le donne parlano con le donne e gli uomini con gli uomini..
È vero, questo rischio c’è e bisogna evitare che la donna sia relegata nel solito angolino. In realtà, il nostro programma punta a valorizzare e riconoscere le capacità veramente concrete che possiedono le donne, le quali sanno attingere molto bene dalle risorse economiche, ambientali e sociali, che hanno a loro disposizione. La dimensione della concretezza è fondamentale e per questo abbiamo deciso di studiare l’intero bilancio del Comune e lo statuto comunale: ci siamo divise in gruppi di studio per conoscere la reale situazione economica della nostra città. Il nostro programma parte della concretezza e dalla conoscenza.

E quali sono le priorità del programma?
I temi forti sono la trasparenza, intesa come informazione, la partecipazione, l’ambiente e la scuola. Per quanto riguarda i primi due temi – trasparenza e partecipazione – ci poniamo come ponte tra il palazzo e la cittadinanza, ritenendo essenziale iniziare a fare chiarezza sul bilancio del Comune, considerato che si tratta di soldi pubblici. La nostra lista sostiene ogni forma di democrazia partecipata: dai bilanci partecipati, a continue assemblee pubbliche e contatti costanti e diretti con i comitati e le associazioni del territorio, fino all’uso dei referendum per decidere sui temi fondamentali del territorio e dei cittadini. Il nostro è un movimento orizzontale e paritario, di cui io non sono la leader, ma solo la faccia, e per questo vorremmo estendere tale modello alla stessa amministrazione comunale.

E per i temi dell’ambiente e della scuola?Partiamo dall’ambiente, dato che la scorsa settimana ha incontrato Paul Connett, l’ideatore della strategia “Rifiuti zero”…
Sì, è stato un incontro molto interessante. Il nostro movimento condivide pienamente la raccolta differenziata e la concezione del riciclo del rifiuto. In questo senso Capannori è avanti anni luce rispetto a Lucca e credo che debba diventare il modello da cui prendere spunto per dare vita a una nuova politica ambientale.

E sul problema della mobilità, che è un tema strettamente legato all’ambiente, quali sono le vostre soluzioni?
Noi abbracciamo pienamente la proposta avanzata da Ambiente e Futuro, volta all’incentivazione del mezzo pubblico, mediante un potenziamento delle navette e la copertura di quelle frazioni oggi sprovviste di un adeguato servizio di mezzi pubblici. Inoltre, considerate le scarse risorse finanziarie del Comune, proponiamo soluzioni a costo zero o comunque molto basso: come la creazione di parcheggi scambiatori, lo sviluppo di piste ciclabili e pedonali. Infine, per quanto concerne il problema del traffico pesante, bisogna partire dal coinvolgimento dei comuni limitrofi per, poi, procedere al potenziamento del trasporto ferroviario delle merci in alternativa a quello su gomma: per esempio, utilizzando lo scalo merci di Capannori e quelli presenti in Garfagnana, oltre all’istituzione di sensi unici alternati sulle strade più trafficate.

Lei è una maestra elementare e, quindi, la situazione della scuola pubblica la conosce bene… Tra l’altro, in questi giorni, il Pd ha denunciato l’esclusione di 154 bambini dalle scuole d’infanzia del Comune per mancanza di posti disponibili…
Senza fare polemica con il Pd, ritengo che i partiti si facciano carico dei problemi dei cittadini solo quando c’è la campagna elettorale e che, una volta ottenuti i voti, ricadono nel solito atteggiamento d’ indifferenza. Tornando al problema della scuola, la situazione è drammatica: non solo mancano le scuole, ma quelle esistenti sono ormai fatiscenti. L’unica soluzione percorribile, data la scarsità delle risorse, consiste nel procedere a un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole esistenti e, allo stesso tempo, creare un rapporto di dialogo e collaborazione con i dirigenti scolastici e le famiglie, che in questi anni hanno manifestato e protestato tanto, penso per esempio alla questione mensa, ma nessuno li ha mai ascoltati. La cosa peggiore e più preoccupante è l’immobilismo e l’indifferenza dei partiti e della loro classe politica.

Tornando alle elezioni, quale obiettivo politico vi prefiggete?
Sicuramente, l’obiettivo minimo è l’ingresso in Consiglio comunale, ma non escludiamo di ottenere risultati ben maggiori.

Nel caso di ballottaggio tra Tambellini e un candidato del centro-destra, quali indicazioni dareste ai vostri elettori?
Premesso che la nostra lista è del tutto autonoma dai partiti – l’unica eccezione è rappresentata dal movimento Ambiente e Futuro, il quale si caratterizza per una proposta estremamente qualificata e forte, cosa che è del tutto estranea ai partiti – non abbiamo ancora deciso se e quali indicazioni dare ai nostri elettorali in quel caso.

Se non foste voi a vincere le lezioni, qual è la prima cosa che chiedereste al sindaco?
Fare chiarezza sul bilancio e capire la stratificazione delle partecipate: ovvero, fare chiarezza su quanti sono e come vengono utilizzati i soldi pubblici. Inoltre, vogliamo che chiunque vinca rispetti il programma presentato in campagna elettorale. Se vincessimo noi, tra le prime cose, elimineremmo i molteplici Consigli d’amministrazione delle partecipate e, al loro posto, istituiremmo un unico Cda centralizzato, all’interno del quale i politici non riceverebbero alcuna remunerazione: il nostro modello è il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.”

(fonte: www.lagazzettadilucca.it)