La notte bianca, la pioggia e l’acqua che beviamo

La Pioggia. L’aspettavamo, la invocavamo. Sufficiente per ridare corpo al Serchio? Contenere i danni ormai causati all’agricoltura? Dimenticare Caronte e chissà, persino porre fine alla guerra delle fontane? Mah!
La guerra delle fontane, che ha provocato disagi e carenza a tutti quei lucchesi che da sempre l’acqua delle fontane bevono abitualmente e sono molti. Acqua sì, acqua no. Rubinetti sì, oppure no. Certo, sottrarre i lucchesi alle loro più sane e felici abitudini è una grossa responsabilità, non esente da conseguenze anche pratiche, ma speriamo che l’arrivo della pioggia ponga fine, almeno per questa volta, alla differenza di trattamento tra fontane dentro o fuori le mura.
La pioggia. La aspettavamo, la invocavamo, ma che non si decidesse a favorirci proprio nel bel mezzo della Notte Bianca di Lucca lo speravamo. E invece è arrivata sul più bello. Dopo che già da qualche ora il bagliore di lampi non lontanissimi l’aveva annunciata, e la città stava vivendo la sua festa.

E’ andata così e attendiamo di conoscere il consuntivo degli operatori e il parere dei cittadini. E quanti, come noi, hanno vissuto la serata di Piazza S.Francesco qualcosa la possono già dire. A partire dal Monni, che è sempre il Monni.
Bella e vivace la Piazza. Molta gente a tavola, nei ristoranti e alle tavolate Slow Food. Bella la formula partecipata di operatori del quartiere, di produttori locali e la sottolineata tendenza verso Km Zero. Buono e accurato il cibo portato in tavola. Bella la finalità della serata: sostenere la partecipazione degli allievi disabili del Laboratorio di Cucina della scuola Media Chelini-Da Vinci al Salone del Gusto di Torino, ad ottobre.

Obiettivo Km Zero e anche Rifiuti Zero, come tendenza. Tanto che abbiamo avuto stoviglie compostabili e… torniamo all’acqua. Era stata annunciata “Acqua dei Monti Pisani imbottigliata fresca alla fontana” per “ribadire l’impegno a conservare un bene che vogliamo pulito, libero, gratuito e disponibile per tutti”. Ma abbiamo avuto acqua imbottigliata in plastica da note multinazionali del business. E di fonti non proprio vicine. Abbiamo chiesto e ci è stato spiegato che l’acqua buona c’era, ma per questioni organizzative, non era stato possibile imbottigliarla e portarla in tavola.

Peccato. Peccato anche perché avevamo letto, sempre nel dettagliato programma della serata, che l’acqua buona era offerta dal Sindaco. E il Sindaco aveva avuto davvero un’ottima idea!

Immobili comunali in vendita, a chi gli utili?

“Il Consiglio Comunale approva il rendiconto 2011”. Abbiamo letto, sul sito del Comune che, “a malincuore”, l’Amministrazione metterà in vendita alcuni beni nel periodo 2013/2014 e che le motivazioni che spingono a queste scelte sono legate alla criticità del momento e finalizzate alla realizzazione di “opere importanti, prioritarie per la città”.
Nel comunicato sono indicati sommariamente i beni in vendita per il 2012. Tra questi, l’attuale sede di Sistema Ambiente. La stampa locale riporta il valore di detto immobile pari a 3 milioni di Euro.

Vorremmo capire: sappiamo che il Comune è socio di maggioranza di questa azienda, dunque, chi paga?
Non sarà che ancora una volta sono i cittadini a finanziare “travasi ” di vasi comunicanti? E i ricavi come saranno utilizzati? Si ritiene infatti fondamentale che, laddove vengano alienati Beni Comuni, sia dichiarata la funzione di investimento delle somme ricavate

In altre parole: ci piacerebbe sapere in che modo e con quale utilità saranno reinvestiti i ricavi. Nel caso di ex scuole, poi, si tratta di edifici che portano con sé una storia legata ai luoghi, fanno parte della memoria dei cittadini e dovrebbero essere utilizzati in modo flessibile a vantaggio della comunità(anziani, giovani e donne).

Siamo sicuri che, come promesso nel comunicato, in nome della trasparenza e della partecipazione sarà aperto un dialogo e l’Amministrazione chiarirà ai cittadini.

Lettera aperta sugli impianti a biomasse

Continua la vicenda dei generatori a biomasse costruiti in zone urbane della piana di Lucca, con scelta ambientale e procedure che hanno sollevato legittimi dubbi e proteste da parte della cittadinanza. Rilanciamo, perché meritevole della massima visibilità, la lettera aperta inviata recentemente dal Comitato Aria Pulita al sindaco Tambellini, riguardante in particolare i due impianti gemelli di San Marco, funzionanti a olio combustibile e avviati malgrado la mancanza di contratto di cogenerazione (= un contratto per fornitura di calore a qualche attività o insediamento) ed altre problematiche evidenziate anche dalle proteste del vicinato, supportate in alcuni casi da referti medici:

“Da Taranto una lezione per… Lucca?

Premesso che non vogliamo equiparare la situazione igienico-sanitaria di Taranto con quella di Lucca, avvertiamo la necessità di porre in atto, alla luce di ciò che i cittadini tarantini hanno sopportato per anni, strategie, linee guida, decisioni volte ad evitare l’aggravarsi della criticità dell’aria nel comune di Lucca.

Dopo questa premessa entriamo in tema.
“Lei farebbe nascere un suo nipotino nel quartiere Tamburi di Taranto?”
A questa domanda il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha risposto: “Sicuramente no. E non ci prenderei mai casa.”

La solita domanda potremmo farla ai nostri amministratori di comune e provincia di Lucca che hanno avallato l’autorizzazione degli impianti “INSALUBRI”, di San Marco via del Brennero 1040/F, non dimenticando quello autorizzato a San Pietro a Vico.
Ed avremmo, ne siamo certi, la medesima risposta del Ministro dell’Ambiente.
C’è voluto l’intervento della Procura di Taranto e del gip Patrizia Todisco per dichiarare che la più grande acciaieria d’Italia avvelena i suoi operai e l’intera città di Taranto.
Occorre ricordare, a questo proposito, che nei mesi scorsi una perizia medico-epidemiologica per la prima volta ha certificato per Taranto una correlazione tra emissioni nocive, malattie e morte.

E a Lucca?
Nel convegno “MALARIA LUCCA 2011”, tenutosi il 18-11-2011 presso Palazzo Ducale sono emersi dati, problematiche e criticità che vanno tenute presenti all’orchè si tratta di tutelare un bene primario, quale è quello della salute.
Vanno, a questo riguardo, considerati:
a) gli effetti dell’inquinamento sull’apparato non solo respiratorio e le relative malattie degenerative;
b) la correlazione degli eccessi di mortalità della nostra provincia relativamente all’inquinamento da polveri sottili;
c) il peso delle varie fonti emissive nel determinare la generazione degli inquinanti dispersi nell’aria;
d) un eccesso di mortalità per tutte le cause rispetto alla media regionale: UOMINI +7,9%, DONNE +5,1%.

L’ILVA, privatizzata nel 1995, occupa attualmente 11600 dipendenti diretti, più altre 10000 persone nell’indotto. Costituisce la spina dorsale, a livello economico, per la città e la provincia di Taranto. E’, invero, la fonte di sopravvivenza per migliaia e migliaia di nuclei familiari.

A Lucca tale problema occupazionale non si pone. Gli addetti agli impianti saranno eventualmente un’unità operativa, ovvero un manutentore. Il problema è per l’ILVA quello di riportare a norma impianti e ciclo produttivo, dopo anni ed anni di emissioni selvagge e mancanza di controlli seri, obiettivi, approfonditi che avrebbero permesso nel tempo l’eliminazione delle situazioni di pericolo, attuando il monitoraggi in continuo delle emissioni inquinanti. A Lucca ci troviamo dinanzi ad impianti ubicati nelle vicinanze di un quartiere densamente popolato quale è quello di San Marco.

L’aria lucchese deve essere RISANATA e nuove fonti di inquinamento vanno escluse a priori. Qui da noi, grazie all’iniziativa degli abitanti della zona e del Comitato “Aria Pulita” è emersa fin da subito la necessità di salvaguardare e proteggere il diritto alla salute, il diritto ad un ambiente salubre.

A Taranto vanno coniugati salute, sicurezza, lavoro.

Qui a Lucca si scontrano i diritti di pochi imprenditori che mirano al profitto con i diritti di oltre 600 persone che sostengono che gli impianti non meritano di entrare in funzione per ragioni sanitarie.

La salute, diritto sancito e garantito dalla costituzione repubblicana, è la bandiera che i cittadini sventolano per la città di Lucca. All’emergenza sanitaria evidenziata dai dati precedentemente espressi si aggiungono le recenti prese di posizione dell’ASL 2 in merito alle MALEODORANZE ed i certificati sanitari rilasciati dal pronto soccorso dell’ospedale di Lucca a cinque abitantanti della Canovetta.

Queste evidenze e riflessioni che reputiamo serie, obiettive e razionali le sottoponiamo all’attenzione del sindaco quale responsabile della salute pubblica, con il quale vogliamo avere un rapporto aperto e costruttivo per la difesa di un bene comune: la SALUTE.

COMITATO ARIA PULITA”

Prima che sia troppo tardi

Ieri mattina, per fortuna poco prima del suono della campana, crolla parte del soffitto del Fermi; nella notte piove nei locali della palestra della scuola media Chelini. Ma non c’è da stupirsi, visto lo stato degli edifici scolastici della nostra città.

A cui si aggiunge: l’ordinaria emergenza degli alunni ‘smistati’ in classi già affollate Continue reading

Incontro dei candidati sindaci sull’acqua pubblica

La nostra candidata sindaco Gemma Urbani  ha partecipato al confronto sull’acqua pubblica organizzato dal “Comitato acqua bene comune” di Lucca, dichiarandosi disponibile a costituire un Tavolo di Lavoro formato da amministratori, utenti e Comitato Acqua Bene Comune per pianificare la trasformazione delle attuali società di gestione in Aziende Speciali di Diritto Pubblico.

Gemma Urbani dichiara :“Penso che nell’attuale fase storica si debba superare le gestioni pubbliche conosciute fin qui, o quelle private, perché entrambe hanno dimostrato ampiamente il loro fallimento nel gestire i servizi primari. Il futuro dell’amministrazione della cosa pubblica è in una gestione pubblico-partecipata.
Che vuol dire appunto costituire tavoli di lavoro dove si prendono le decisioni con tutti gli attori protagonisti: amministratori, tecnici, utenti, rappresentanti di organizzazioni dei cittadini come è il Comitato acqua bene comune. La stessa azienda speciale dovrà avere una forma societaria partecipata. Insieme alle figure di competenza tecnico-amministrativa o giuridica o manageriale, vi dovranno essere anche lavoratori e ambientalisti. L’esempio è AcquaBeneComune Napoli, l’azienda speciale che gestisce l’acqua di Napoli – unico caso dove la volontà referendaria è stata finora attuata.

Bisogna inoltre rispettare il voto degli italiani e dei lucchesi che non vogliono che la gestione dell’acqua generi profitto. Per noi lista civica Lucca Bene Comune va eliminata la remunerazione del 7% per il capitale investito, perché non si deve fare profitto sull’acqua, che non è una merce ma un bene comune.”

Ambiente e Futuro partecipa con Lucca Bene Comune

L’incontro tra Gemma Urbani e Paul Connett organizzato da Ambiente e Futuro di Lucca non è un fatto isolato: si inserisce nel quadro della collaborazione stretta tra la nostra lista e il gruppo politico lucchese. Una collaborazione nata fin dai primi incontri Continue reading

Acqua Bene Comune

logo-campagna-attuazione-referendum-acqua-2011L’acqua è un bene comune: è stato questo il caposaldo di una moltitudine di attivisti che si sono impegnati per il risultato dei referendum sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici del giugno 2011. Il risultato: oltre il 95% dei 28 milioni di votanti ha scelto di abolire l’obbligo di far gestire il servizio idrico totalmente da privati o da società con forte presenza di privati, come pure la norma che legava obbligatoriamente la tariffa del servizio ad una “adeguata remunerazione del capitale investito”.
Ad oggi, il risultato del referendum appare disatteso Continue reading

Una Lista per Lucca 2012

La nostra è una lista di donne di varia età, provenienza, professione. Viviamo a Lucca, non ci riconosciamo negli attuali schieramenti, ci impegniamo per un reale cambiamento.

Immaginiamo un modo di fare politica Continue reading