Statistiche, riflessioni, proposte …

Gli spazi che si renderanno disponibili al Campo di Marte  rappresentano per  Lucca una grande occasione.

Accanto al   previsto  consultorio pubblico,riteniamo di dover mettere in evidenza la necessità di ulteriori  servizi e  strutture .

II dati  riportati nel Bilancio di Genere presentato nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale,  fotografano  una realtà cittadina  in cui oltre il 50% dei nuclei familiari è costituito da 1 o 2 persone,  con prevalenza femminile. Se ne deduce una visione di invecchiamento progressivo della popolazione  e  la contemporanea  erosione dei redditi  che  pone in stato di fragilità economica,  ma non solo, una porzione sempre più larga della cittadinanza.

Si tratta di anziani soli, di famiglie dai redditi e dalle situazione abitativa incerta,  di  disabili in prevalenza nella fascia della terza età. di disoccupati (italiani e stranieri) di  senza fissa dimore. Di, donne per lo più, dal lavoro precario (un caso estremo solo le badanti,” appese”” alla sopravvivenza dei  loro assistiti), Di donne immigrate con famiiglia e figli con problemi d integrazione e sopravvivenza  Di ragazze madri, Di  vittime di violenza … La casistica è sicuramente incompleta..

E  la corretta programmazione dell’indispensabile supporto sociale   non può che discendere dall’analisi obiettiva dei dati con progetti e programmi dai tempi certi.

Dal canto nostro,  oltre alla creazione di quelli “Spazi al femminile” di cui abbiamo già detto in più occasioni, vediamo come indispensabili  i punti seguenti, che tendono a ll’ormai imprescindibile integrazione  dell’esistente,,

1) creazione di un polo unico per tutti i servizi del  territorio, in grado non solo di orientare, ma anche di proporre.  Fruibile da operatori e richiedenti anche attraverso  UN NUMERO VERDE e UNA APP istituiti per tale scopo;

2) allestimento di un ambulatorio medico gratuito (non solo di base ma anche specialistico) e accessibile a tutti sul modello di quelli aperti da Emergency  in alcune città italiane, frequentati da immigrati ma ormai anche da italiani.: il diritto alla salute non è più scontato nemmeno per noi. Chi non ha soldi non si cura.

A questo proposito ricordiamo che il tasso di povertà del Paese è attualmente stimato intorno al 14% ed è in crescita. E proprio in relazione al crescente impoverimento della popolazione, proponiamo:

3) revisione, a livello strutturale ed organizzativo, dei centri di accoglienza presenti sul territorio,  integrandoli con una struttura che accolga anche le donne in situazione di fragilità economica con e senza figli, in modo che non forniscano solo posti letto  ma  servizi  come colazione, doccia, lavanderia e che prevedano un percorso di reinserimento lavorativo attraverso un programma personalizzato che punti sulla specificità delle persone.

Gli “Spazi al femminile” di cui già più volte abbiamo parlato e che abbiamo anche presentato alle realtà femminile del Territorio (non tutte hanno risposto, ma immaginiamo che al riguardo non possano esistere contrarietà) potrebbero tra  l’altro ospitare il nucleo base per quella auspicata opera di mediazione e integrazione culturale con e per  le donne immigrate, alcune delle quali già sarebbero pronte ad operare in tal senso.

 

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