PRIMA SOLO CARTE (BOLLATE E NO) ora il pasticcio è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

Lettera delle Associazioni (Italia Nostra Lucca, FAI Fondo Per l’Ambiente Italiano – Lucca,
Legambiente Lucca, WWF Lucca, Ass. Amici dei Musei Lucca, Ass. Parco S.Anna Lucca
Comitato Lucca Est Sergio Ghiselli, Comitato Lucca per una Sanità Migliore, Lucca Bene Comune, Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Vivere il Centro Storico )

AL SINDACO e alle Assessore competenti Pierotti e Mammini
Si propone una SOLUZIONE CORAGGIOSA per uscire dalla ’imbarazzante “impasse” .
La rinuncia alla fragile, faraonica catena di progetti che non riescono a decollare a favore
di un realistico, facile e meno costoso piano di RECUPERO DELL’ESISTENTE.

Buongiorno, ci rivolgiamo, insieme, all’attenzione di codesta Amministrazione.

A proposito dell’intervento su Piazzale Verdi, inserito nel programma PIUSS, emergono in questi giorni tutte le problematicità che da anni erano state segnalate con toni e voci diversi da noi, da singoli cittadini, comitati, associazioni, forze politiche etc.
Problematicità legate in primo luogo alle contrarietà di fondo nei riguardi di un progetto in palese dissonanza con la storia del luogo. Non può, infatti, essere ignorato il ruolo urbanistico assunto da questa area con l’apertura di Porta S.Anna (1910), un’area che non può tornare ad essere il “Prato del Marchese”. E poi c’è il complesso del Parco della Rimembranza, vincolato ex lege, e gli stessi alberi che lo compongono, legati ai nomi dei singoli caduti della Grande Guerra. Ci sono i vincoli delle comunque già arcinote presenze archeologiche … e ora anche la valutazione di possibili carenze procedurali, di cui si sta occupando la Magistratura.
Oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti.
Questo l’accidentato iter, che parte dall’originario progetto di un “Nuovo Anfiteatro” (tale è la dizione adottata per questo intervento all’interno del programma PIUSS). Un progetto che, anche se inammissibile per le vigenti leggi di tutela, aveva comunque una sua pur discutibile logica interna e si prefiggeva di dare alla città un’attrezzatura per spettacoli e musica al non insignificante costo globale di circa 5.300.000 €. Poi, attraverso una serie di varianti e progettazioni solo parzialmente “nuove”, siamo arrivati, con il benestare degli Organismi preposti alla tutela, al compromesso assurdo della terza soluzione. Con questa soluzione l’attrezzatura anfiteatro è scomparsa, ne rimane solo un richiamo formale in un inservibile prato ellittico, esteso dinanzi alla Porta urbana per far percepire, con la sua ingombrante inutilità, il nuovo progetto non troppo dissimile (come in realtà è) dalla prima soluzione.
Oggi cosa vediamo? Il Piazzale/Parco della Rimembranza, che necessitava di indubbi ripristini e restauri (ma che era, lo ribadiamo, estremamente coerente con l’assetto urbano creatosi nel 1910 con l’apertura della Porta S. Anna), stravolto da lavori iniziati e pressoché fermi. Il terminale degli autobus già smembrato che, in attesa del definitivo trasferimento allo Scalo Merci, dovrà passare provvisoriamente al Parcheggio Carducci. Un passaggio che poteva essere evitato: frutto di una carenza di programmazione, che comporterà “dilapidazione” di denaro pubblico. I lecci, di cui il terzo progetto prevedeva lo spostamento nell’aiuola centrale del Parco della Rimembranza, con la finalità di ripristinarne l’originaria conformazione, non potranno essere trapiantati ove previsto: i reperti archeologici sono molto vicini alla superficie (anche questo era noto) e le radici degli alberi potrebbero danneggiarli ed esserne danneggiate. Dunque i lecci attendono, per il momento indenni, il proprio destino da un QUARTO PROGETTO ancora da venire e tutto da definire.
Immaginabile che anche residenti e commercianti del Centro Storico attendano di conoscere se, quando e come, finirà l’assetto della circolazione del Piazzale. La Società che gestisce il trasporto pubblico è in attesa di sapere come articolare il servizio all’utenza, gli orari, i tragitti, le turnazioni. Tutto dipende dall’incognita terminale E uguale è l’attesa dei fruitori del servizio di trasporto pubblico, che saranno ulteriormente disorientati. Insomma, la città attende.
Cosa si prevede ? Nella migliore delle ipotesi tempi che ancora una volta si allungano. Già, di per sé, una sconfitta.
Non sappiamo quanto comporterà, in costi straordinari, l’inevitabile adeguamento di percorsi ed orari degli autobus, paline di fermate, avvisi etc… in questo regno del provvisorio che ci accompagnerà nei prossimi anni. Né sappiamo quantificare quanto può discendere, e discenderà, dal fermo dei lavori e dal protrarsi degli stessi nei confronti delle imprese incaricate.
E allora ci chiediamo, e chiediamo a questa Amministrazione, se non ritiene giunto il momento di … rompere l’incantesimo con un atto di realistico coraggio.

Adottare una più economica, e subito realizzabile, operazione di restauro e valorizzazione del Piazzale quale Parco della Rimembranza (intervenendo su illuminazione, arredo, piantumazione, cordoli, asfalto etc. ), che sarebbe possibile utilizzando una parte (500.000 € ?) dei fondi “comunali” destinati al progetto originario.
Utilizzare la parte residua degli stessi fondi (circa 1.700.000 €) per completare subito progetto e realizzazione del terminale autobus allo Scalo Merci, attrezzatura strutturale utile per tutta la città e per il territorio.

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