Piazzale Verdi e dintorni, ovvero a chi/che serve la città?

Piazzale Verdi. Il vecchio progetto non è passato? Eccone pronto un altro, se possibile peggiorativo. Il vecchio progetto proponeva un improponibile anfiteatro, che stravolgeva percorsi e significati del luogo per una sua pur perversa finalità: struttura per pubblico spettacolo.
Il nuovo stravolge allo stesso modo e perfino di più storia e valori, logica e urbanistica. Perché non ha scopo, né rapporto con funzioni e necessità individuate della città e dei suoi abitanti o visitatori. Rende il Piazzale impraticabile, rende superflua la sua funzione di raccordo tra interno ed esterno di Porta S.Anna. Crea un grande vuoto ellissoidale, introduce barriere di allori che produrranno anche angoli di insicurezza, inserisce tonnellate di cemento con le “fioriere” per gli allori stessi, corpi del tutto estranei rispetto alla piazza. Stanzia una cifra incalcolabile per “trapiantare” (meglio dire onestamente “sradicare”) decine di lecci ormai quasi centenari e dunque storico bene culturale della città. Salva in qualche modo l’idea di Parco della Rimembranza, già, in qualche modo. Ci chiediamo, ancora una volta: perché? Dove è il senso dell’operazione?

Non vogliamo soffermarci sulla composizione degli oltre 5 milioni di Euro di spesa previsti, in parte fondi europei, in parte comunali. Anche perché sempre di soldi nostri si tratta, e li vorremmo impiegati in modo meno vano.

Ci piacerebbe che i nostri Amministratori contrastassero la forza di inerzia che spinge avanti un progetto semplicemente perché è stato a suo tempo concepito. Che riuscissero a vedere questi “grandi lavori” in contrapposizione con la città in affanno, i molti cittadini che vivono un incerto presente e vedono anche più incerto il proprio futuro, gli inevitabili limiti del supporto sociale, le scuole malandate, i trasporti carenti, le strade sconnesse, i disastri climatici. Capirebbero che certi “grandi lavori” sono davvero inopportuni. La città tutta e dunque anche Piazzale Verdi, necessitano di una seria opera di manutenzione, che anche noi auspichiamo. Il resto sarebbe spreco.

Ci si obietta che la destinazione è per molti aspetti vincolata, i tempi stretti. Siamo certi che anche all’interno di tali vincoli si possono immaginare soluzioni sobrie e ragionevoli e i suggerimenti in tal senso, in particolare da Italia Nostra-sezione di Lucca, non sono mancati.

L’invito che rivolgiamo ora ai nostri Amministratori è a proporsi, con senso di responsabilità, una riflessione profonda. Loro obiettivo è, ce lo dicono e vogliamo crederlo, il bene della città. Ecco una buona occasione in più per attuarlo.

 

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