ISOLE ECOLOGICHE E RIFIUTI ZERO: LA STRANA “ACCOPPIATA” . CHI CI ASSICURA CHE FUNZIONERA’ ?

Lucca e la situazione rifiuti. Basta guardarsi intorno, leggere i quotidiani o anche soltanto seguire su FB gli appassionati della materia. Molte sono le imbarazzanti “isole ecologiche fai date”, dentro e fuori dalle mura, sugli spalti, nelle sortite, nei vicoli, nei parcheggi, sui muretti, nelle fioriere e ancora e ancora. Se è certo che il sistema di raccolta va migliorato, è ben evidente che non tutti i cittadini collaborano.
Abbiamo estrapolato due comunicazioni sul tema dal Sito del Comune.
La prima si riferisce all’istituzione, maggio 2013, dell’Osservatorio verso Rifiuti Zero (come da programma elettorale)
“La Giunta Tambellini ha approvato l’istituzione di un “Osservatorio verso Rifiuti Zero”, un gruppo “di lavoro con il compito di monitorare costantemente l’avanzamento del percorso per raggiungere “l’obiettivo “rifiuti zero” entro il 2027… “Il nuovo organismo sarà composto dal sindaco, dall’Assessore all’Ambiente… etc ”
Da Wikipedia: “ Rifiuti Zero (in inglese Zero Waste) è una strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma risorse da riutilizzare … tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. “ Gli obiettivi: «Conservare le risorse, proteggere l’ambiente e noi stessi, creare posti di lavoro nel settore del riciclo»… Come ? «Per prima cosa, MASSIMIZZANDO LA SEPARAZIONE DEI RIFIUTI, PREFERIBILMENTE CON IL PORTA A PORTA… E infine, intervenendo sulla consapevolezza dei cittadini, cercando di responsabilizzarli».
L’altra comunicazione, sempre dal sito del Comune, elenca i supposti vantaggi delle nuove isole ecologiche:
• possibilità di conferire i propri rifiuti, correttamente differenziati, in qualsiasi ora e giorno della settimana;
• eliminazione dei cattivi odori emanati dai cassonetti in quanto i contenitori sono interrati;
• eliminazione delle barriere architettoniche (i cestini possono essere utilizzati agevolmente anche da soggetti svantaggiati);
• riduzione della micro-raccolta e conseguente risparmio;
• potenziale riduzione dell’abbandono indiscriminato di rifiuti.
Due proposte, o progetti, che ci sembra fatichino a stare insieme.
Da una parte la scelta di un percorso sperimentato, ragionato e partecipato che, coi suoi tempi, produce risultati certi.
Dall’altra una proposta che pecca quanto meno di ingenuo ottimismo. E rischia di essere solo un costoso rattoppo .
E intanto che succede?
RIFIUTI ZERO: dall’istituzione in poi nessuna notizia al riguardo è stata “partecipata” ai cittadini. Che ne dice l’Assessore Pierotti, cui col rimpasto di agosto è stata attribuita anche la tutt’altro che residuale Delega all’Ambiente e dunque anche la partecipazione all’Osservatorio ? Si sta seriamente lavorando in questa prospettiva come annunciato meno di un anno fa? Se così non fosse sarebbe proprio un peccato. Tanto più che questo avverrebbe mentre a pochi chilometri da qui, a Capannori , esiste ed opera un analogo Osservatorio, anzi un Laboratorio, guidato dal “Nobel” Rossano Ercolini, che sta realizzando iniziative utili dal punto di vista dell’ambiente , dell’economia locale e del coinvolgimento dei cittadini. Iniziative che immaginiamo producano, oltre alla riduzione dei rifiuti e una diversa consapevolezza d a parte degli utenti, posti di lavoro, anche qualificati.
ISOLE ECOLOGICHE : è più che evidente che i vantaggi enunciati resteranno solo ipotesi se l’operazione non sarà accompagnata sia da un impegnativo pacchetto di regole e procedure da … smart city, sia da una opera di comunicazione, stimolo, e anche controllo, che induca e incentivi la collaborazione dei cittadini. E’ così? Cosa si prevede ?
Salvo errori, nulla di illuminante al riguardo emerge dalla ricerca sul sito del Comune. Condensiamo i nostri dubbi in qualche domanda.
L’’istallazione delle isole ecologiche (sempreché gli imprevisti del nostro sottosuolo la rendano possibile)
- Avviene in armonia col Progetto Rifiuti Zero, recentemente confermato dalla nostra Amministrazione?
- Sostituirà il porta a porta o si limiterà a integrarlo ?
- Ci garantirà la scomparsa degli spettacoli indecorosi che intorno alle isole esistenti e, ai portoncini del Centro si verificano attualmente ?
- Indurrà (e in che modo) i cittadini ed una maggiore diligenza nella selezione dei rifiuti ?
- Contribuirà (e in che modo ) alla riduzione dei rifiuti stessi ?
- Quanto costerà ?
E contiamo su risposte puntuali e circostanziate. Perché siamo certi che un investimento così consistente (non è difficile supporre che si tratta di diverse centinaia di migliaia di euro ) non sia stato programmato semplicemente per offrire una possibile alternativa ai cittadini, sperando che funzioni.
Sperando che funzioni ?

Sabato 5 aprile manifestazione pro Sanità Pubblica

Sabato prossimo Vi sarà l’inaugurazione ufficiale dell’Ospedale S. Luca.
Ci sembra una buona occasione per ricordare a tutti le molte criticità
che accompagnano la nascita di questa discussa struttura.
Speriamo in una grande partecipazione dei cittadini al Corteo e
alla Manifestazione che viene organizzata in contemporanea.

Venite in tanti !

Sabato 5 APRILE ORE 9.30
MANIFESTIAMO IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA
PARTENZA DA PORTA ELISA
Il corteo sarà preceduto e annunciato da musici
Presidio (ore 11) (1,8 km) con megafono. Interverranno i rappresentanti dei vari gruppi.
- NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO!
LA FINANZA DI PROGETTO E’ UNA TRUFFA
Nell’affare rischia solo il pubblico, in quanto gli interessi dei mutui contratti dal privato saranno pagati dal pubblico. Al privato restano tutti i guadagni. La Asl di Lucca per i servizi ospedalieri dovrà sborsare al concessionario (SAT) circa 15 milioni di euro l’anno. Moltiplicati per i 19 anni della concessione porteranno ad una spesa di circa 285 milioni di euro. Altrettanto dovranno fare le Asl di Prato, Pistoia e Massa Carrara: un ottimo investimento per il privato che gestisce i quattro ospedali, che per entrare nell’affare ha investito solo ed in tutto 212 milioni. Continue reading

Statistiche, riflessioni, proposte …

Gli spazi che si renderanno disponibili al Campo di Marte  rappresentano per  Lucca una grande occasione.

Accanto al   previsto  consultorio pubblico,riteniamo di dover mettere in evidenza la necessità di ulteriori  servizi e  strutture .

II dati  riportati nel Bilancio di Genere presentato nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale,  fotografano  una realtà cittadina  in cui oltre il 50% dei nuclei familiari è costituito da 1 o 2 persone,  con prevalenza femminile. Se ne deduce una visione di invecchiamento progressivo della popolazione  e  la contemporanea  erosione dei redditi  che  pone in stato di fragilità economica,  ma non solo, una porzione sempre più larga della cittadinanza. Continue reading

Spazi al Femminile

Negli ultimi tempi la stampa locale registra  proposte e  iniziative che riguardano la futura  destinazione di Campo di Marte, una volta che, conclusi i collaudi , sarà completato il  trasferimento   all’Ospedale Nuovo.
A noi  sembra indispensabile  inserire in questo dibattito il punto di vista femminile.

 

Sottolineare, e dovrebbe essere superfluo, il ruolo determinante  delle donne nella dinamiche   della famiglia . Perché sono le donne  che  sostengono in gran parte il lavoro di organizzazione, cura  e non solo.  E se già non bastasse, sono ancora le donne ad essere spesso  anche  oggetto di violenze e quindi bisognose di speciale attenzione.

 

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La nostra proposta è che sia attivato per Campo di Marte  un percorso di progettualità integrato, che abbia come cardini l’applicazione della  Legge Regionale sulla salute pubblica con  l’individuazione  e destinazione di spazi importanti,  adeguati e  finalizzati alla realizzazione  del benessere psicofisico di donne e bambini .
Uno spazio centralizzato di facile accessibilità che sappia promuovere compiutamente l’integrazione ospedale-territorio.
Salute non è solo risoluzione di patologie, ma anche garanzia di benessere generale, dove l’aspetto sociale e psicologico abbiano domicilio.
Ci piace  la proposta avanzata  nel settembre scorso dalla Città delle Donne, relativa alla costituzione di un consultorio territoriale che preveda una serie di servizi alla persona come ambulatori,  sportelli d’ascolto e consulenza,  ma riteniamo che a tutto questo debbano essere affiancati altri spazi per affermare il diritto ad una visione globale della salute.
Ci riferiamo per esempio al percorso relativo alla nascita  (Progetto mamma segreta promosso dalla Regione), ma anche a tutte quelle emergenze relative alle donne e ai loro bambini, che per quanto possibile , vengono  fronteggiate da associazioni territoriali. Sono situazioni   in cui il Pubblico ha il dovere di garantire  tutela fisica e giuridica ( fenomeno sempre più drammatico delle donne maltrattate, donne straniere, donne prive di mezzi di sussistenza). A questo proposito sarebbe interessante individuare un’area destinata alla prima accoglienza.
Ma pensiamo anche, in questo momento di grave crisi , al bisogno di socialità,  per ritrovare un senso di appartenenza all’interno della comunità.

 

Vediamo  la necessità di spazi, dove si possa trovare aiuto,ma anche condivisione, trasmissione di saperi e competenze.
Un luogo  di ideazione, progettualità,  realizzazione, capace di attrarre risorse ma anche di restituirne.
Un luogo per la formazione e la documentazione.
Un luogo per sentirsi utili, per sentirsi meno sole.

 

Rivolgiamo perciò  un appello a tutte le realtà femminili del territorio, associazioni, cittadine e cittadini. Proponiamo  un confronto di idee, prospettive, progettualità per uno spazio al femminile a Campo di Marte.

 

Occorre parlarne ora, insieme. Perché questo è il momento.

 

 

 

PRIMA SOLO CARTE (BOLLATE E NO) ora il pasticcio è SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

Lettera delle Associazioni (Italia Nostra Lucca, FAI Fondo Per l’Ambiente Italiano – Lucca,
Legambiente Lucca, WWF Lucca, Ass. Amici dei Musei Lucca, Ass. Parco S.Anna Lucca
Comitato Lucca Est Sergio Ghiselli, Comitato Lucca per una Sanità Migliore, Lucca Bene Comune, Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Vivere il Centro Storico )

AL SINDACO e alle Assessore competenti Pierotti e Mammini
Si propone una SOLUZIONE CORAGGIOSA per uscire dalla ’imbarazzante “impasse” .
La rinuncia alla fragile, faraonica catena di progetti che non riescono a decollare a favore
di un realistico, facile e meno costoso piano di RECUPERO DELL’ESISTENTE.

Buongiorno, ci rivolgiamo, insieme, all’attenzione di codesta Amministrazione.

A proposito dell’intervento su Piazzale Verdi, Continue reading

Il rimpasto d’agosto

Eravamo presenti al Consiglio Comunale “straordinario”. Per comprendere le motivazioni della scelta effettuata  dal Sindaco Tambellini  con il  profondo rimpasto della sua Giunta.

Scevri da pregiudizi abbiamo purtroppo assistito all’esposizione di  un elenco di luoghi comuni nella presentazione dei nuovi assessori,  che sono peraltro complessivamente saliti a 9.

Ci dispiace constatare quanto le promesse della campagna elettorale siano state eluse.

Una politica dal basso, l’ascolto e la trasparenza soppiantati da un opportunismo politico che si fa scudo dei poteri forti.

Del programma politico di Tambellini: ascoltare i bisogni dei cittadini, trovare soluzioni condivise, attraverso un metodo partecipativo, dei problemi del territorio, della destinazione delle risorse finanziarie e della gestione dei beni pubblici, resta ben poco.

E dispiace anche constatare con quanta insensibilità sono stati liquidati i contributi dati da forze politiche considerate ora inutile zavorra.

Forse era già tutto previsto.

La “nuova politica” non ha abbandonato i percorsi della vecchia politica.

Lucca Bene Comune

Al Mercato del Carmine è meno Natale?

Torre Guinigi in fagioli scritti lucchesi con verdure locali dal Mercato del Carmine

Una fantasiosa immagine della città, Torre Guinigi in fagioli “scritti”, circondata da una meraviglia di verdure che richiama l’abbondanza e i colori dei mercati di piazza. L’hanno realizzata qualche anno fa , tempi migliori, le Signore che ancora oggi resistono sotto la grande cupola del Carmine, coi loro banchi di frutta e verdura.
Oggi non lo rifarebbero.

NELLA PROGRAMMAZIONE DEI MERCATINI NATALIZI IL CARMINE
NON C’E’!

Bastava poco. Ma evidentemente, a dimenticare il Mercato del Carmine basta ancora meno.

Piazzale Verdi e dintorni: a chi/che serve la città?

Ci siamo ritrovati ancora una volta, noi ed associazioni del territorio che per interessi ambientali, storici, artistici, culturali guardano con occhio vigile alla città. Venerdì 7 dicembre, Sala riunioni del Presidente del Consiglio Comunale. Un’altra tappa della ormai annosa vicenda che vede i cittadini interpellare l’Amministrazione. Ancora una volta il PIUSS: Piazzale Verdi. Un altro incontro interlocutorio. Abbiamo chiesto un Consiglio Comunale aperto, aspettiamo.

Piazzale Verdi. Il vecchio progetto non è passato? Eccone pronto un altro, se possibile peggiorativo. Il vecchio progetto proponeva un improponibile anfiteatro, che stravolgeva percorsi e significati del luogo per una sua pur perversa finalità: struttura per pubblico spettacolo.

Il nuovo stravolge allo stesso modo e perfino di più storia e valori, logica e urbanistica. Perché non ha scopo, né rapporto con funzioni e necessità individuate della città e dei suoi abitanti o visitatori. Rende il Piazzale impraticabile, rende superflua la sua funzione di raccordo tra interno ed esterno di Porta S.Anna. Crea un grande vuoto ellissoidale, introduce barriere di allori che produrranno anche angoli di insicurezza, inserisce tonnellate di cemento con le “fioriere” per gli allori stessi, corpi del tutto estranei rispetto alla piazza. Stanzia una cifra incalcolabile per “trapiantare” (meglio dire onestamente “sradicare”) decine di lecci ormai quasi centenari e dunque storico bene culturale della città. Salva in qualche modo l’idea di Parco della Rimembranza, già, in qualche modo. Ci chiediamo, ancora una volta: perché? Dove è il senso dell’operazione?

Non vogliamo soffermarci sulla composizione degli oltre 5 milioni di Euro di spesa previsti, in parte fondi europei, in parte comunali. Anche perché sempre di soldi nostri si tratta, e li vorremmo impiegati in modo meno vano.

Ci piacerebbe che i nostri Amministratori contrastassero la forza di inerzia che spinge avanti un progetto semplicemente perché è stato a suo tempo concepito. Che riuscissero a vedere questi “grandi lavori” in contrapposizione con la città in affanno, i molti cittadini che vivono un incerto presente e vedono anche più incerto il proprio futuro, gli inevitabili limiti del supporto sociale, le scuole malandate, i trasporti carenti, le strade sconnesse, i disastri climatici. Capirebbero che certi “grandi lavori” sono davvero inopportuni. La città tutta e dunque anche Piazzale Verdi, necessitano di una seria opera di manutenzione, che anche noi auspichiamo. Il resto sarebbe spreco.

Ci si obietta che la destinazione è per molti aspetti vincolata, i tempi stretti. Siamo certi che anche all’interno di tali vincoli si possono immaginare soluzioni sobrie e ragionevoli e i suggerimenti in tal senso, in particolare da Italia Nostra-sezione di Lucca, non sono mancati. L’invito che rivolgiamo ora ai nostri Amministratori è a proporsi, con senso di responsabilità, una riflessione profonda. Loro obiettivo è, ce lo dicono e vogliamo crederlo, il bene della città. Ecco una buona occasione in più per attuarlo.

Lucca e le sue acque: la città può raccontarsi così

C’è nell’aria un disegno, per ora solo accennato, che vedremmo in armonia con lo spirito della città.
Non è che a noi lucchesi, nativi e forse anche acquisiti, manchi il senso di appartenenza, una “lucchesità” che a volte per civetteria fingiamo persino di declinare in senso negativo. Però, tanto più in questo momento di discussa riorganizzazione territoriale, una rinnovata narrazione della cultura e della storia legate al territorio farebbe bene a tutti.

Ecco di che si tratta. Abbiamo conosciuto e incontrato l’Associazione “Il Tempo del Sale”, che nell’estate 2012 ha realizzato a Pietrasanta l’articolato progetto di cui è creatrice e depositaria: battezzato a Pietrasanta “La Memoria della Pietra”.
Pietrasanta aveva una bella storia da raccontare, legata al marmo, ai suoi laboratori, agli artisti che l’hanno frequentata e abitata, che la frequentano e la abitano. E tante storie altre. Una identità che è stata rappresentata attraverso il lavoro di alcuni gruppi di giovani, coordinati da “Il Tempo del Sale” e supportati da una innovativa rete tecnologica.

I giovani si sono occupati di grafica, immagini, interviste, marketing, comunicazione, hanno ricercato, catalogato e registrato materiale d’archivio. Hanno appreso e applicato un metodo di lavoro che li ha impegnati e fatti crescere. Con risultati che molto hanno dato ai luoghi in termini di idee, di iniziative, di stimolo e di immagine. “La memoria della Pietra”: un evento che ha impegnato e squadernato la città, raccontandola ai suoi abitanti e ai visitatori attraverso contenuti e forme nuove. Con bell’impatto, anche estetico.

E Lucca? Cosa potrebbe raccontare ? Di Storia e di storie, di artisti, di musica, di broccati, di banche, di emigrazione… E di acqua. Dei suoi fossi un tempo navigabili, del suo antico Porto ormai bistrattato, delle sue fontane monumentali e di altro ancora, unificato dalla presenza nei secoli costante, abbondante, pervasiva dell’acqua.

Quale altra città potrebbe essere quanto la nostra attraente per un progetto tanto stimolante? Perciò ad agosto abbiamo inventato l’occasione di un contatto tra “Il Tempo del Sale” e un rappresentante del nostro Comune. Poi abbiamo atteso e sperato.
E ora gli amici de “Il Tempo del Sale” ci comunicano che un altro contatto ci sarà. Questa volta col nostro Sindaco.

Bene. Speriamo davvero che il progetto prenda avvio. Per la città nel suo insieme, per quanto darebbe ai giovani, e non solo quelli che ne sarebbero direttamente coinvolti. Per quel che abbiamo visto ed ascoltato, infatti, siamo sicuri che ne nascerebbe un clima ricco di stimoli. Una operazione culturale che, oltre ad arricchire le menti, potrebbe anche essere la scoperta di nuove prospettive professionali.

Forse esageriamo, ma a noi questo viaggio nella “memoria” supportato dagli strumenti della modernità lo vediamo come un fertile mix che può dare buoni frutti.

PIUSS: davvero non se ne può più discutere?

Quanto costa una pianta di alloro alta 4 metri? E quanto costa abbattere un leccio? E se non si tratta di un leccio qualunque?

Martedì 6 novembre, nella seduta del Consiglio Comunale di Lucca, sono state prospettate azioni, scadenze, parziali risposte ai molti interrogativi posti dal progetto PIUSS denominato “Lucca Dentro”. Un impegno importante e costoso per un centro storico che ha certamente bisogno di nuove funzioni e di una nuova vivibilità – ma non siamo per nulla convinti che “Lucca Dentro”, così com’è, potrà darcele.

Del PIUSS fa parte il progetto di “riqualificazione” del Parco della Rimembranza in Piazzale Verdi e della funzione del piazzale stesso, l’una e l’altro criticati nella forma loro data dal progetto originario a partire dal mancato rispetto della natura monumentale – a norma di legge – del luogo, per giungere allo stravolgimento inutile della funzione di passaggio tra S.Anna – una città accanto alla città – e il centro storico.

Lucca Bene Comune ha fatto parte di una delegazione guidata da Italia Nostra Lucca, la cui posizione ferma a tutela del luogo e per la sua rispettosa, autentica riqualificazione abbiamo appoggiato fin dalla campagna elettorale. La delegazione è stata ricevuta sabato 3 novembre dal Sindaco, Alessandro Tambellini, e in quell’occasione è stata discussa la nuova proposta di intervento sulla piazza che il Sindaco avrebbe messa all’approvazione del Consiglio Comunale insieme al resto di “Lucca Dentro”.

Nuova proposta? Non proprio.
Vero è che non si farebbe più l’anfiteatro, ma uno spazio pressoché identico sarebbe occupato da una grande aiuola ellittica, delimitata dalla stessa barriera verde (piante di alloro alte 4 metri !) prevista dal precedente, progetto. Rimarranno il faro e la pietra del Carso. Si salveranno i lecci all’interno della grande ellisse. Tutti gli altri – circa 60 – potrebbero essere abbattuti, anche se nella relazione tenuta dal Sindaco al Consiglio Comunale si è parlato di abbattimento dei soli alberi malati (che, suggeriamo, potrebbero comunque essere sostituiti con nuovi lecci, così come quelli abbattuti anni fa per far posto alle pensiline dei bus).
Dunque, cambia poco, e le obiezioni restano le stesse

  • il mancato rispetto del Bene Culturale e Storico in tutte le sue componenti: un Parco della Rimembranza è un monumento unico e non si può smembrare;
  • il danno urbanistico: Porta S.Anna è stata aperta, un secolo fa, per “avvicinare” al Centro l’omonimo quartiere. Cancellare o restringere ora le strade che attraversando il piazzale si affacciano dirette su Corso Vittorio Emanuele e Via S. Paolino è quanto meno irrazionale;
  • il danno estetico e ambientale. Migliorerebbe l’immagine del Piazzale l’introduzione di un “corpo estraneo”, e un’artificiosa cortina di lauri, un ostacolo alla visuale perfino preoccupante nelle ore buie, una divisione dello spazio di cui rimane difficile capire senso e utilità, in una piazza che pur così degradata è comunque già ora luogo di passaggio ed incontro? E abbattere 60 lecci secolari in nome di una incomprensibile necessità riorganizzativa?
  • il costo elevatissimo e senza reale contropartita di una operazione nata male, contestata, bloccata e ripescata senza alcun effettivo attenzione a significato e finalità.

L’INCONTRO DI SABATO 3 NOVEMBRE COL SINDACO TAMBELLINI

Alle obiezioni di Italia Nostra e di tutti i presenti, il Sindaco risponde che dal suo punto di vista il Parco della Rimembranza è rispettato, che molti alberi sono salvati e che già in passato qualche leccio era stato abbattuto per ragioni pratiche. Che le vie dirette sono comunque sostituite dalla rotatoria intorno all’aiuola. Ma soprattutto che interrompere un iter ormai avviato (dalla precedente Amministrazione aggiungiamo noi) avrebbe dei costi molto elevati. Mentre è concreto il rischio di perdere i finanziamenti del PIUSS e per i tempi ormai strettissimi e perché detti finanziamenti sono legati alla specifica destinazione a “spazi ricreativi”. Ha concluso dicendo che comunque SARA’ IL CONSIGLIO COMUNALE A DECIDERE..

Le risposte del Sindaco, ovviamente, non convincono. E ci piacerebbe che una Amministrazione che si è proposta come portatrice di “aria nuova” sapesse all’occasione adottare ardite, ma soprattutto motivate e coerenti, rotture con il passato.
Inoltre, ci piacerebbe si verificasse se cancellare il dispendioso (da più punti di vista) progetto che incombe, e promuovere invece un restauro che rispetti e valorizzi l’esistente, non sia, a conti fatti, anche economicamente più conveniente.

OGGI, COMUNQUE, NON POSSIAMO CHE AFFIDARCI ALL’IMPEGNO DEI SIGNORI CONSIGLIERI .